Treni bloccati in Russia
I recenti casi di treni partiti dalla Cina con migliaia di container destinati in Europa e bloccati in Russia per controlli doganali sta ovviamente portando alla luce quanto questa tipologia di trasporto sia soggetta a diverse problematiche quali il passaggio attraverso diversi spazi doganali e ad infrastrutture ferroviarie ancora molto sottodimensionate rispetto alle reali necessità.
Il trasporto via treno ha iniziato a diventare una possibile alternativa al trasporto aereo e marittimo da pochi anni. Nasce come una soluzione intermedia tra quello che è il trasporto marittimo (più economico e lento) e quello via aerea (più veloce e costoso).
E’ stato promosso principalmente dalla Cina come parte fondamentale del progetto della “via della seta” e negli ultimi mesi è diventato una opzione in grado di offrire una soluzione agli allungamenti dei tempi di transito del trasporto marittimo. La crisi del Canale di Suez, causato dagli attacchi dei ribelli Houthi alle navi portacontainer in passaggio di fronte alle coste yemenite, ha infatti costretto a dover circumnavigare l’Africa con un conseguente aggravio di costi e di tempistiche di navigazione.
Fortunatamente esistono anche delle linee ferroviarie alternative al passaggio in Russia, resta però da capire quanto queste risulteranno affidabili se tutto (o in parte) il traffico ferroviario di merci attualmente di passaggio in Russia dovesse cambiare instradamento.
Ciò che è certo è che le problematiche che sono emerse dal periodo Covid in poi stanno costringendo molte aziende importatrici a valutare nuove aree di approvvigionamento meno soggette a variabili geopolitiche non controllabili.
In altri termini, se è vero che acquistare merci in estremo oriente risulta molto conveniente è altrettanto vero che occorre valutare opportunamente le possibili conseguenze dovute a ritardi nella fornitura per cause esterne.